tessuti.jpg 13793078761 copyProdotti biocoloranti e tecnologie al plasma, per inquinare sempre meno e ridurre i costi di produzione alla base del progetto Biscol

Tessuti sempre più colorati ma anche più ecologici. A unire le due esigenze ci ha pensato l'Università di Siena, con il progetto Biscol, mettendo a punto un sistema di eco-processo che garantisce due importanti risultati: dimezzare i costi di produzione e inquinare sempre meno. Il progetto guidato dall'Ateneo, conclusosi l'estate scorsa, è stato cofinanziato con 1 milione e mezzo di euro dal programma europeo Eco-innovation, coinvolgendo quattro piccole e medie imprese e centri di ricerca tra Italia, Belgio e Turchia.

"Abbiamo sperimentato diverse tecniche – ha spiegato Rebecca Pogni, docente dell'Università di Siena e coordinatrice di Biscol. Una si basa sull'uso della tecnologia al plasma: completamente a secco, risparmia acqua, energia e sostanze chimiche. Poi sono stati prodotti biocoloranti"per via enzimatica", un'altra procedura che riduce l'impiego di sostanze inquinanti".

Questo, però, è solo un primo passo. Dopo i buoni risultati del progetto senese, Pogni ha annunciato anche l'idea di aprire uno spinoff accademico "per l'impiego di procedure di sintesi con enzimi anche in altri ambiti oltre ai coloranti per tessili, come la farmaceutica, la cosmetica o il settore alimentare". Insomma, attenzione all'ambiente e alla persona nei più svariati ambiti, i ricercatori sono già al lavoro.



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