Val di ChianaLa val di Chiana, terra degli Etruschi.

Proprio specchiandosi in questa vallata, che ha subito incredibili stravolgimenti idrogeologici, si svilupparono alcuni degli insediamenti più importanti di questo popolo. Chiusi è a due passi, sulle sponde dell'omonimo lago, con il suo patrimonio incredibile di tesori archeologici; e così anche tutti gli altri borghi dell'area, accomunati dalla matrice originaria etrusca. Val di Chiana vuol dire una ricchezza infinita costituita da acque termali, natura rispettata da sempre, enogastronomia di altissimo livello, accoglienza improntata sui valori umani più autentici e da strutture di standard elevato.
In epoche lontanissime, la valle era tagliata longitudinalmente dalla Cassia Vetus, da non confondersi con la Cassia attuale, che si sovrappone, come tracciato, alla Francigena, che è di origine medievale. Successivamente, la vallata si impaludò a causa dell'inversione del fiume Chiana, e la Cassia andò via via spostandosi verso occidente, fino al percorso dei nostri giorni.

Lavori di bonifica sono stati attuati, ma non portati a compimento per le enorme difficoltà tecniche, fino al XIX secolo, interessando il fior fiore degli scienziati. Da Leonardo a Galileo Galilei, da Antonio Ricasoli a Evangelista Torricelli, furono molti a fare studi di fattibilità e ad elaborare progetti di bonifica; operazione che alla fine fu portata a compimento da Vittorio Fossombroni.
Questa imponente opera di bonifica, una delle più grandi a livello mondiale, ha così lasciato una valle fertilissima e un patrimonio di strutture idrauliche che sorgono lungo un sentiero lungo 65 km circa, che dal lago di Chiusi arriva fino ad Arezzo. Il "sentiero della bonifica" segue il corso del canale della Chiana, concedendo panorami dolcissimi ed un percorso veramente tranquillo, visto che è praticamente senza dislivelli. 65 km da percorrere a piedi o in bici, assistiti da una cartellonistica tecnica e storica che consente una visita diversa e approfondita a questo territorio. Prendendo come chiave di volta il sentiero, potranno essere sviluppati dei tour che porteranno a conoscere il territorio, partendo da questa che può essere considerata a pieno titolo una vera unicità.

Un solo giorno

Si consiglia di partire dal Lago di Chiusi per raggiungere - senza stancarsi, sia a piedi che in bici - il ponte di Valiano. Durante il percorso sarà possibile incontrare delle vere curiosità, come le due torri di Beccati Questo e Beccati Quest'altro, che si fronteggiano segnando quello che era il confine tra il Granducato di Toscana e lo Stato Pontificio. Poco più avanti, ci troveremo davanti ad una strana costruzione che attraversa il canale: è il Callone, un'antica opera idraulica, semplice ma straordinariamente efficace, che regimentava il corso delle acque. Più lontanto (e per i meno allenati si consiglia di andare comodamente in macchina) è Sinalunga, custode di tesori come il bellissimo teatro Ciro Pinsuti, e la Chiesa di San Pietro ad Mensulas, una delle più antiche del territorio. Altri tesori, non meno preziosi, sono i prodotti enogastronomici. Siamo o non siamo nella patria dei bovini di razza Chianina? Ecco un'occasione imperdibile per degustare gigantesche bistecche o per visitare degli allevamenti antichissimi e dalla storia davvero particolare. Come la Fratta, che sembra aver dato i natali a Ghino di Tacco, avventuriero dai nobili princìpi. Una specie di Robin Hood di Toscana, insomma.

Due giorni

Il nostro sottosuolo è ricco di tesori. E con questo non intendiamo solamente i tesori dell'archeologia, che qui abbondano forse più che altrove, ma ci riferiamo alle acque termali, che sgorgano copiose un po' dappertutto. Gli etruschi vi edificavano in prossimità i loro templi, convinti che tanti effetti positivi non potevano che derivare da interventi divini. I romani, molto più concreti, ne godevano appieno i benefici, e vi costruivano terme bellissime, e comunque ne sfruttavano senza farsi tanti problemi gli effetti curativi.

Primo giorno
Il Centro Termale Forteverde, a San Casciano dei Bagni. Un famoso giornale americano, specializzato in terme e benessere, le ha definite le terme più belle del mondo. E questo è dovuto non solo alla struttura architettonica, che nel "centro" nuovissimo ha saputo assorbire l'antica struttura, ma anche al panorama dove il tutto sorge. Fare un bagno in una piscina termale, avendo sullo sfondo il colosso dell'Amiata o la Rocca di Radicofani, concederà delle emozioni indimenticabili. Oltre ai soliti trattamenti della tradizione termale italiana, si potrà anche godere di terapie e di altri trattamenti tra i più curiosi e innovativi. Ma altri tesori aspettano il visitatore. Al pomeriggio, basterà allontanarsi di pochi chilometri, per entrare in contatto diretto con la civiltà etrusca: il Museo Nazionale di Chiusi attende chiunque senta il desiderio di approfondire la conoscenza del misterioso popolo etrusco; una conoscenza che acquista un sapore ancestrale se la visita prosegue con un giro all'interno del Labirinto di Re Porsenna. Un modo per vedere Chiusi... dal basso in alto, entrando nelle sue viscere.

Secondo giorno
Poco distante, sulle sponde del lago di Montepulciano, attiguo a quello di Chiusi, sarà rilassante e interessante una visita all'Oasi Lipu, per cui questa zona è censita tra le zone umide più importanti e vaste d'Italia; magari arrivando all'alba, per godere del risveglio di questa natura rigogliosa e incontaminata. Dall'alto della torretta d'avvistamento, dotata di comodo ascensore per i diversamente abili, non sarà difficile osservare uccelli rari che, di passo o stanziali, sono sempre presenti in quest'area. Proseguendo ancora e risalendo un ripido crinale che scala il colle alle spalle di Torrita di Siena, si incontra Montefollonico, un piccolo borgo-gioiello detto anche "il borgo del Vin Santo", un vino che racchiude in sé tradizione, tecnica e amore. Una degustazione è praticamente obbligatoria. All'interno del borgo, ci sono due o tre piccoli ristoranti che propongono una cucina tradizionale, a volte con piccole rivisitazioni che esaltano il gusto dei nostri piatti più tipici.
Dopo pranzo, visita a Montepulciano, la città dell'acqua e del vino, com'è stata giustamente detta per la produzione del vino Nobile - il primo in Italia a potersi essere fregiato della denominazione DOCG - e delle Terme di Montepulciano, dove sgorgano acque curative indicate per una lunga serie di patologie e disfunzioni. La visita della città potrà riguardare sia i tesori artistici (di numero infinito) che enogastronomici (altrettanti come numero e preziosità).

Tre giorni

Altre terme, altri tesori: dal sottosuolo nasce la ricchezza di questo territorio. Una ricchezza fatta di acque terapeutiche ma anche del nostro passato, che emerge di continuo in sempre nuove e affascinanti scoperte.

Primo giorno
Altre terme, non meno fascinose e sicuramente alla portata di tutti. Nel Salone Sensoriale di Terme di Chianciano sarà possibile godere di tanti trattamenti seguendo un percorso lungo ben tre ore, che culminando in un massaggio rilassante (da scegliere tra i tanti offerti) coinvolgerà tutti i sensi, lasciando alla fine un bellissimo ricordo fatto di benessere e relax. Dopo le coccole sensoriali, però, è d'uopo un po' di cultura locale. Nel pomeriggio il Museo Civico Archeologico di Chianciano Terme sarà una sorpresa per chi ancora pensa che Chianciano voglia dire solo benessere termale. Tanto per cominciare espone la collezioni di canopi dipinti più vasta del mondo; ma le sale tematiche sono letteralmente ricolme di reperti, alcuni dei quali di straordinaria bellezza, come il frontone di un tempio etrusco. Una cena a base di pici (i celebri spaghettoni tirati a mano) e altre prelibatezze locali sarà una gratificazione in più a corollario di una giornata di svago e cultura.

Secondo giorno
A neanche dieci chilometri ci attende Sarteano, che da pochi anni è diventata un punto di riferimento per gli archeologi di tutto il mondo; questo grazie ad alcune scoperte che si sono rivelate di importanza straordinaria: ci riferiamo alla Tomba della Quadriga Infernale, così denominata per l'affresco etrusco che rappresenta l'inquietante figura di un demone alla guida di un cocchio trainato da strane creature alate. Lo stesso affresco è riprodotto fedelmente nel Museo Civico Archeologico di Sarteano con una tecnica così innovativa da aver richiamato l'attenzione di tutta la stampa italiana.
Per entrare in argomenti molto più "materiali", ma non meno piacevoli, alcune trattorie di questo piccolo, interessante centro "chianino" sapranno proporsi con altre ricercatezze da ricordare per molto tempo.
Nel pomeriggio basterà affrontare un'altra manciata di chilometri per far compiere al nostro viaggio nel passato un altro salto di migliaia di anni. A Cetona, infatti, sorge un piccolo ma didatticamente perfetto Museo per la Preistoria del Monte Cetona. Qui, sono state trovate delle grotte con le tracce evidenti di insediamenti di Uomini di Neanderthal (alcune visitabili). Gli scavi che si sono succeduti negli anni, hanno dato anche vita all'Archeodromo, la fedele ricostruzione di un villaggio di uomini primitivi, con la possibilità di fare anche dei brevissimi campi scuola, durante i quali i ragazzi possono imparare ed eseguire tecniche risalenti anche a 40.000 anni fa.

Terzo giorno
Si torna verso la val di Chiana scendendo verso il lago di Chiusi, una piccola conca azzurra proprio sotto la cittadina. Qui sarà possibile prendere a nolo una piccola barca e remare, in piena sicurezza, tra i cannetti. Sarà possibile avvistare uccelli di passo e stanziali, alcuni rarissimi, che qui nidificano o sostano durante le loro rotte. Al ritorno i ristoranti della zona sapranno come sfamarci dopo le dure fatiche di naviganti d'acqua dolce.
La traversata della val di Chiana prosegue, questa volta a bordo di una meno romantica ma più comoda automobile, diritti verso nord. Risalendo il crinale, dopo aver lambito Montepulciano e Montefollonico, si incontra Trequanda. E' un piccolissimo borgo discosto dalle direttrici principali, che sa offrire ricchezze davvero introvabili altrove: pace, tranquillità, un paesaggio tra i più classici dell'intera Toscana, un olio prezioso e tanta arte e cultura.
Trequanda ha una piazzetta da "sabato del villaggio", dove si affaccia una chiesa dalla facciata a conci bianchi e neri; una rarità in questa zona. A pochi chilometri, due frazioni: Castelmuzio e Petroio. La prima è la patria dell'olio locale, con un Centro Servizi per l'Olivicoltura, dove - il sabato e la domenica, 9 - 12 e 16 - 19) sarà possibile acquistare direttamente dai produttori le eccellenze dell'agricoltura del territorio e piccolo artigianato, all'insegna del più rigoroso sistema di "filiera corta". (info tel. 345 6928321). A Petroio, invece, potremo acquistare manufatti in cotto - di grande bellezza - direttamente nelle piccole fabbriche, e visitare il Museo della Terracotta.

Se per voi la vacanza è un'esperienza che deve arricchire: combinate a piacere le vostre giornate, calcate le strade, saggiate l'ospitalità della Val d'Orcia, assaggiate e portatevi con voi i sapori, un pezzo di artigianato artistico, la memoria di un tempo vissuto qui.




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