SienaSiena dell'acqua
UNA LEZIONE DI SOSTENIBILITA' DAL MEDIOEVO

Può sembrare paradossale proporre un itinerario senese dedicato all'acqua e alle sue "forme" in una città che ebbe, nel suo passato grandioso, il suo punto debole proprio nella scarsità d'acqua. Come spesso accade, però, a parte essere Siena città di tanti e affascinanti paradossi, nella sua storia una carenza ha dato luogo a tante "ricchezze" : opere d'arte e urbanistiche, che oggi testimoniano dell'ingegno dell'uomo e di una capacità, tutta sostenibile allora, di "usare", senza sfruttarla, la natura per migliorare le proprie condizioni di vita.

1° giorno  - Museo dell'acqua e Fonti di Pescaia

Il più "giovane" Museo senese illustra il sistema di ingegneria idraulica, unico e d'avanguardia all'epoca, l'acquedotto dei Bottini con cui i senesi riuscirono a sopperire alla mancanza d'acqua che impediva lo sviluppo, adeguato alla potenza della città , delle attività artigiane, manifatturiere, agricole e non soddisfaceva le esigenze di una popolazione che, prima della peste del 1348, arrivò a numeri vicini a quelli di oggi.
Passeggiando per le vie del centro si arriva al Duomo e al Santa Maria della Scala, oggi polo museale ma un tempo istituzione potente e cardine della vita cittadina, nata come tappa e rifugio dei pellegrini ed evolutasi come ospedale e orfanotrofio. Il Santa Maria aveva, come tutti i palazzi, il suo accesso ai Bottini, per soddisfare il bisogno d'acqua che le sue molteplici attività richiedevano. Magnifici gli affreschi che illustrano la storia di uno dei più antichi ospedali d'Europa, le esposizioni permanenti -Museo archeologico, SmS Contemporanea, Museo per bambini – e le importanti mostre temporanee che ospita.

Pernottamenti, pranzi e cene e degustazioni presso operatori del circuito Ospiti di valore

2° giorno  - Fonti maggiori

I senesi, una volta fatta arrivare l'acqua in città attraverso i Bottini, abbellirono e fortificarono le Fonti, spesso divise in vasche per i diversi usi: acqua per le persone, per gli animali, per le attività artigiane, per dare energia ai mulini ed irrigare appena fuori dalle mura.
La fonte più raffinata è certamente Fonte Gaia, realizzata da Jacopo della Quercia, che celebrò l'arrivo dell'acqua nel cuore della città, Piazza del Campo. La Fonte originale si trova al Santa Maria della Scala e quella sulla Piazza è una mirabile copia di Tito Sarrocchi.
Fonte Gaia sarà il pretesto per una lunga sosta in Piazza del Campo, la cui armonia e bellezza ha stupito i viaggiatori di ogni tempo, e per una visita al Museo Civico, all'interno del Palazzo Pubblico, testimone di una società civile che generò quel "Buon governo", narrato dal Lorenzetti dalle pareti del Palazzo, che stupisce e lascia ammirati per la qualità di vita, tramite regole politiche virtuose, con cui seppe caratterizzare un' epoca che è lontanissima ma pare proporci soluzioni "di buon senso" e di estrema attualità.
Percorrendo buona parte del centro storico, fermandosi ad assaggiare i dolci della tradizione senese, nati nei conventi di clausura grazie alle spezie portate dai mercanti, si trova Fontebranda, la fonte più famosa, dominata dalla mole della Basilica di San Domenico; si può andare poi alle Fonti di Fontenuova e alle Fonti d'Ovile.

Pernottamenti, pranzi e cene e degustazioni presso operatori del circuito Ospiti di valore

3° giorno  - Fonti minori

Cercare le fonti minori - solo meno imponenti e centrali - consente di arrivare in luoghi di Siena poco "battuti" dai turisti e davvero magnifici e, allontanandosi dal nucleo centrale della città , capirne lo sviluppo urbanistico uscendo dalle diverse cerchie murarie, le più antiche ancora ben identificabili dagli archi che immettono da una via all'altra.
Proprio vicino a Piazza del Campo, dalla via Pantaneto si accede alla Valle di Follonica, con le omonime fonti e, andando verso Porta Romana e subito fuori da una porta delle vecchie mura, si trova la Fonte di S. Maurizio. Si può visitare poi la basilica dei Servi e tornare in centro passando dall'Orto dei Pecci, una delle valli dentro l'ultima cerchia di mura. Pezzi di campagna, che tali sono rimasti, "grazie" alla peste che interruppe lo sviluppo demografico togliendo giustificazione all'urbanizzazione di quelle aree che, proprio per edificare, erano state inglobate nella nuova cerchia di mura. Risalendo per le vie che da Piazza del Mercato vanno verso il Duomo, proprio sotto via del Casato, si trova Fonte Serena. Andando verso Porta Tufi si può fermarsi all'Orto Botanico, che prende gran parte della valle tra Porta Tufi e Porta S. Marco e al Museo dei Fisiocritici ricco di collezioni scientifiche. Dall'altra parte della vallata, con ingresso da dentro Porta San Marco , una delle Fonti, cosiddette minori, più belle: la Fonte delle Monache che deve il nome alle suore di clausura del vicino convento delle Sperandie -che dà il nome alla via anche se non esiste più- che andavano a prendervi l'acqua senza dover uscire dal convento. In una "scenografia" -la campagna protetta dalle mura- che merita una lunga sosta, le Fonti mostrano meglio di altre il collegamento con il ramo dei Bottini che le alimenta.

Altreacque per il vostro benessere

Se avete ancora un giorno da regalarvi nelle Terre di Siena e se l'idea dell'acqua vi ha cullati e intrigati, dedicate a voi stessi una giornata di acque termali, di cui la terra è stata prodiga in tutto il territorio. Tante località e tanti centri termali attrezzati. Scegliete in base alle vostre esigenze, al vostro cammino di andata o ritorno: troverete comunque luoghi che faranno bene al corpo e alla mente.

Se per voi la vacanza è un'esperienza che deve arricchirvi: combinate a piacere le vostre giornate, calcate le strade, saggiate l'ospitalità di Siena, assaggiate e portatevi con voi i sapori, un pezzo di artigianato artistico, la memoria di un' tempo vissuto qui.


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